Aerofobia

paura di volare
Con il termine aerofobia o aviofobia viene definita la paura di volare in aereo per via di uno stato d’ansia a livelli significanti.
Questo disturbo spesso diventa davvero fastidioso e limita in tantissime cose complicando la vita soprattutto negli spostamenti o per lavoro o per vacanze .
A volte addirittura si può rinunciare ad un sogno(viaggiare) purchè non si prende l’aereo.
Questa fobia, limitando le capacità di viaggiare, interferisce con le attività lavorative e di svago. È importante distinguere i soggetti affetti da agorafobia con attacchi di panico da quelli con la fobia del volo, in quanto i primi sono preoccupati dall’idea di sentirsi male mentre sono chiusi nell’aereo, mentre i secondi sono maggiormente preoccupati dall’idea di precipitare o da un incidente aereo.
Essa dunque rientra nella categoria delle fobie nella misura in cui si avverte come timore irrazionale e difficilmente controllabile verso uno specifico oggetto o situazione, in questo caso l’aereo e il volo. In quanto fobia, appartiene alla grande famiglia dei disturbi d’ansia proprio perché l’ansia è l’emozione che più frequentemente viene avvertita.
Nonostante l’utilizzo ormai molto diffuso dell’aereo, il fenomeno è piuttosto esteso: in Italia e, tendenzialmente, nel resto del mondo, la percentuale degli aerofobici è quantificabile intorno al 50%. È più diffuso tra le donne che tra gli uomini, mentre non ci sono grosse differenze né per quanto riguarda la distribuzione geografica né per livello sociale o il grado di istruzione.
Statisticamente i voli in aereo sono più sicuri dei viaggi in automobile, tuttavia poiché le fobie sono molto individuali e soggettive, le statistiche non influiscono molto sulle paure. Queste possono essere attribuite alla percezione delle conseguenze di un incidente in aereo comparate a quelle con un’automobile.
Problemi di ansia, mani che sudano, tremori, paure, cuore in gola, per poi non parlare di chi non ha mai preso un aereo e che sono circa il 20% degli Italiani che ha paura di prendere un aereo, non lo ha mai preso, e non sogna neanche di farlo, dichiarando di essere soddisfatti di adoperare altri mezzi di trasporto, nonostante l’aereo sia il mezzo più sicuro al mondo.
Tale paura può avere radici di esperienze traumatiche nel passato o può essere la manifestazione indiretta di altre fobie,come per esempio la claustrofobia, oppure di altre paure, come quella della separazione, ovverosia la paura di allontanarsi dai propri cari, derivabile da traumi infantili.

  • I sintomi

  • Il primo segnale tipico è costituito generalmente dalle palpitazioni con accelerazione del battito cardiaco o aritmia, seguito in sequenza temporale, più o meno valida in tutti i casi, dal nodo alla gola, dalla sudorazione fredda, dall’irrigidimento muscolare, dai pensieri e dalle sensazioni di terrore (questi sono i sintomi tipici simili ad un attacco di panico che, secondo la fonti mediche attuali, colpiscono, generalmente, chi manifesta la “paura di volare”); in alcuni casi il malato può soffrire, in aggiunta ai sintomi già descritti, anche di vomito e di diarrea.[3]
    La sintomatologia che accompagna la paura di volare (e, più in generale, tutte le fobie) è piuttosto ampia e risente di una forte componente individuale.

    Alcune delle espressioni più frequenti sono:

    Tachicardia Sudorazione
    Vertigini Tremore
    Sensazioni di caldo e di freddo Aumento del ritmo respiratorio
    Aumento della pressione Oppressione toracica
    Cefalea Diarrea
    Dolori addominali Paura di perdere il controllo

    Inoltre, è frequente trovare nel soggetto aerofobico altre forme di fobie o ansie di carattere “più basico”. Ci si riferisce, ad esempio, alla claustrofobia (la fobia degli spazi chiusi), all’acrofobia (la fobia delle “altezze”), al timore legato all’idea di non avere la situazione sotto controllo e alla necessità di doversi affidare, alla paura di sentirsi male in pubblico o di avere un attacco di panico.

  • Il grado di paura di volare

  • In linea di massima è possibile immaginare la comitiva dei paurosi suddivisa in tre sottogruppi:
    1)Quelli che non riescono a volare affatto.
    2)Coloro che volano, ma solo se è strettamente necessario.
    3)Coloro che, sull’aereo, vivono sensazioni di ansia e di angoscia non eccessivamente elevate.

    1)Quelli che non riescono a volare affatto:
    Si tratta, perlopiù, di persone che non hanno mai preso un aereo perché, la sola fantasia del volo, è sufficiente a scatenare immagini angoscianti, a volte legate alle sensazioni negative che si pensa di non riuscire a sopportare, oppure collegate a pensieri di esiti funesti del volo. All’interno di questo primo gruppo trovano posto, però, anche coloro che hanno già volato, magari anche con una certa continuità ma che, in un certo momento, forse a causa di voli particolarmente “critici” (perlomeno nella loro percezione), hanno deciso di smettere ed ora rinunciano sistematicamente a mettere nuovamente i piedi sulla scaletta, pur avendo la necessità di viaggiare.
    2)Coloro che volano, ma solo se è strettamente necessario:
    Questi viaggiatori vivono il volo come un’esperienza terribile e investono nell’impresa considerevoli risorse fisiche. Durante il volo, spesso, provano un forte senso di sconforto e versano litri di lacrime. Questo gruppo di paurosi vola soltanto se è veramente costretto, non di rado facendo ricorso ad ansiolitici o all’alcool (a volte mischiando pericolosamente le due cose). I giorni antecedenti il volo si trasformano, per loro, in un calvario: spesso, di notte, non riuscendo a dormire, passano le ore guardando il soffitto, ponendosi in continuazione la stessa identica domanda: “vado o non vado?”
    3)Coloro che, sull’aereo, vivono sensazioni di ansia e di angoscia non eccessivamente elevate:
    Sono sempre in apprensione e pronte a scattare al minimo sobbalzo dell’aereo. L’atteggiamento è di continua attenzione ed allerta ma il livello di ansia non raggiunge mai i picchi dagli altri due gruppi. Per loro il vero salto di qualità sarebbe quello di eliminare questa tensione minima ma costante che, purtroppo, pregiudica la qualità del volo. Volano con regolarità, spesso per impegni professionali ma, in ogni caso, non rinuncerebbero mai a salire sull’aereo perché il disagio è significativo ma non invalidante.)
    Chiudo questa pagina dicendo che tutte le paure vanno affrontate,quindi non esitate a prendere l’aereo!!!
    Nei casi più estremi ci sono delle terapie da fare per superare questa fobia.

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